Caraibica 2015 – Da Sud a Nord – parte 3

Dopo CAR ho approfittato per fare un pò di viaggio-decompressione, che viaggiando non si smette mai di imparare. Un giro tra Cuba & Giamaica, molto vicini e quasi uno all’opposto dell’altra. Un viaggio lungo, almeno per i miei standard; a parte il lavoro non ero mai stato in giro per tre mesi, quindi un bell’esercizio. A tappe vi pubblico il diario di questa Caraibica 2015. Le foto andranno su Foto74.

Cienfuegos, Cuba, 25.05.2015
Da qualche giorno abbiamo ripreso una intensa risalita verso nord. Difficile parlare dell’Oriente che abbiamo vissuto nel contrasto tra la tipicamente “sudista” Santiago e le altre più tradizionali località che abbiamo visitato. Santiago sembra mezzo passo indietro all’Havana: grande e calda ma con atmosfera da grande villaggio la città sembra non riuscire a esprimere ancora appieno la sua identità storica e culturale. La piazza centrale, una delle più vecchie del paese, è molto coinvolgente, ma le vie intorno, al contrario di Habana Vieja, languono ancora tra un traffico intenso, lavori di ristrutturazione a singhiozzo e un certo assembramento di profittatori dei turisti. Mai come a Santiago infatti siamo stati sommersi da richieste e tentativi anche troppo insistenti di servizi e opportunità di commissioni. Malgrado il grande potenziale culturale e storico sembra che a Santiago si sia preferita la scorciatoia (l’accattonaggio appare molto più presente che altrove). L’ambiente intorno invece è molto bello e avrebbe meritato più che le due uscite che ci siamo permessi, a El Cobre e Guantanamo. Il primo è il villaggio sulle montagne dove sorge il Santuario della patrona dell’isola, in un sito molto affascinante; Guantanamo invece è una tranquilla città provinciale con un centro ben tenuto e una identità propria, che non ha niente a che vedere con la base americana poco lontano.


Risalendo da Santiago abbiamo scelto una sosta di un paio di notti a Holguin per visitare una zona provinciale, che tanta soddisfazione ci aveva dato, non rimanendo delusi. Davvero carina la città do Holguin, ancora di più il romantico villaggio di pescatori di Gibara, sospeso tra frammenti di rovine coloniali e una genuina restaurazione. Una certa riflessione sull’Oriente si è fatta strada anche dopo la sincera e bella discussione con Don Santiago e Consuelo, la famiglia che ci ha accolto a Holguin nel loro appartamento popolare. Ingeniere nucleare lui e architetto lei, con una vita alle spalle spesa nei servizi pubblici e una grande passione per la storia, ci hanno fatto apprezzare la grande dignità dei cubani che hanno fatto, costruito e mantenuto la Rivoluzione. Difficile immaginare come una città ribelle per tradizione (l’Indipendenza Cubana e la Rivoluzione hanno entrambe la loro culla a Santiago) si lasci vendere e attirare dalle facili scorciatoie legate alla scroccheria e trufferia di qualche turista. Santiago e Consuelo concordano nelle difficoltà attuali nella relazione con le generazioni più giovani, che non il vissuto storico e che difficilmente ricevono alcuni messaggi e temono che in futuro ci possa pure essere un conflitto. In effetti ricorderemo i giovani di Santiago per una certa abilità a recepire capigliature e abiti stravaganti e a passare il tempo al telefono ma non certo per la loro capacità nel servizio e accoglienza. Comunque i nostri locatari ci hanno fatto capire quanto grande ed importante sia stato lo sforzo fatto fatto dalla Rivoluzione e quante importanti lezioni se ne possano trarre. E’ stato davvero un bel incontro.

Di Camaguey, dove ci siamo fermati due notti prima di arrivare a Cienfuegos, bisogna sottolineare la grande memoria architettonica, davvero ben mantenuta, e una bella atmosfera. Tanta gente in strada la sera, un weekend all’insegna della musica e del relax, una città come non ne avevamo ancora viste a Cuba, forse più sviluppata e complessa di Santiago, e una tappa consigliata a tutti.