Caraibica 2015 – Da Sud a Nord – parte 4

Dopo CAR ho approfittato per fare un pò di viaggio-decompressione, che viaggiando non si smette mai di imparare. Un giro tra Cuba & Giamaica, molto vicini e quasi uno all’opposto dell’altra. Un viaggio lungo, almeno per i miei standard; a parte il lavoro non ero mai stato in giro per tre mesi, quindi un bell’esercizio. A tappe vi pubblico il diario di questa Caraibica 2015. Le foto andranno su Foto74.

Trinidad, Cuba, 02.06.2015
Quasi alla fine di questa esperienza cubana, prima di tirare le somme, c’è ancora tempo per raccontare del bel soggiorno trascorso a Cienfuegos, un’altro gioiellino a metà tra architettura storica e un lungomare Belle Epoque. Oltre a uno dei centri storici più belli e meglio mantenuti abbiamo potuto permetterci un paio di uscite. La prima escursione nella Sierra di Escambray colpisce per lo splendido ed accessibile ambiente, a metà tra il tropicale e la giungla selvaggia. Con una semplice passeggiata nei pressi de El Nicho siamo abbandonati a un bagno in un paio di piscine naturali formate da un fiume che scende dalla Sierra. La seconda escursione, ancora più sorprendente, ha invece unito storia e spiaggia. In poco più di un’ora di auto, attraversando una fantastica pianura coltivata a canna da zucchero e cereali, siamo arrivati a Playa Giron, luogo della battaglia della Baia dei porci, storica vittoria della Rivoluzione contro un tentativo di invasione filo-americano. Il museo, piccolo ma ben fatto, non ci ha comunque preso molto tempo ed il resto della giornata abbiamo potuto passarlo in una caletta molto tranquilla sulla baia, in piena libertà. E’ stata per me la più bella giornata “acquatica” immerso nelle acque del Mar dei Caraibi, con tutte le sfumature possibili di blu e un azzurro stupendi, con un fondo fantastico e una bella nuotata in mezzo ai pesci. Non a caso la penisole fronte a Playa Giron, unica e selvaggia, è un parco naturale molto apprezzato per chi pratica immersioni. Dopo l’ennesima colazione con vista sulla baia di Cienfuegos è già tempo di salire sull’ultimo bus per raggiungere l’ultima tappa, ancora immersi nella storia più antica di Cuba e raggiungere Trinidad.


Una perla di conservazione e accoglienza, in un ambiente avvolgente. Il bellissimo soggiorno da Gil Lemes, nella sua stupenda casa, è stato, con il soggiorno a Holguin, la più bella esperienza di alloggio. Ancora una volta ci ha fatto apprezzare l’ospitalità, la semplicità e la dignità dei cubani. In città poi si è confermato il mio scarso senso fotografico, ma come fare dove ogni due passi potresti fare una cartolina ?!? Di contorno a Trinidad abbiam fatto una gita a cavalo verso la cascata del Salton e un giro in treno nelle antiche piantagioni di canna nella valle de Los Ingenios…
Bellissimi esempio di come far convivere uomo e natura. Infine stupenda apoteosi per gli ultimi due giorni in capitale, con tutte le ultime corse terminate con 24 ore di anticipo e l’ultima giornata, stupenda e limpida, passata a godere di un Prado colmo di vita e un Malecon pieno di arte per la Biennale. E’ stato davvero il miglior modo per finire una stupenda visita. Alla fune che dire ? Si può rimanere stupiti o scioccati, ma la Rivoluzione, malgrado i suoi limiti, ha messo in piedi un sistema che ha sollevato l’isola e la sua gente, fornito un’identità e plasmato una cultura. Al punto di boa del post 11-settembre ora Cuba si trova davanti a delle grandi opportunità, potendo finalmente giocare quel ruolo nella “Nostra America” di Marti per consolidare l’interscambio equo e sostenere lo sviluppo sostenibile. Sopravvissuta al periodo speciale e con un ambiente incontaminato ora Cuba può scegliere quali passi fare e come crescere. Chissà se la nuova generazione si lascerà ingolosire dai proclami degli esuli di Miami o se rimarrà fedele a certi principi che sono stati difesi e impressi in una generazione di cubani. In molti temono lo scontro generazionale … chissà, resta tutto da vedere, anche se moltissimi cubani, industriosi e laboriosi, dopo anni di restrizioni e battaglie, sanno già approfittare delle occasioni messe a loro disposizione e potrebbero averla vinta su chi pensa di venire a comprarsi l’isola con quattro soldi. Sui cubani, a parte la loro atavica paura del silenzio, che dire? Gente tosta e schietta, che non si fa prendere in giro facilmente e con schiena abbastanza dritta (a Santiago purtroppo si sembra sempre pensare alle scorciatoie), patiti di dolci e della musica, gente che potrebbe farcela in molti paesi. Conserviamo stupendi ricordi e tante sono le lezioni che abbiam imparato in questa magnifica esperienza. !Viva Cuba Libre!