L’insostenibile leggerezza dell’essere umanitario

Il mondo dell’umanitario è piccolo piccolo. Pochi circuiti alternativi, qualche tappa obbligata e nomi e cognomi che ritornano qua e là. Capita così che trovi come insegnante all’università lo stesso prof che ha lavorato con quel tuo amico che hai incontrato lì o quell’altro a cui ha insegnato là. Se con Facebook i gradi di separazione tra persone medie nel mondo è passato da 6 a 4.74 probabilmente nell’umanitario questo valore scende intorno al 2. Ma cos’è che rende così piccolo questo mondo? Uno dei motivi è senza dubbio l’esclusività delle situazioni, in cui pochi sono disposti a ficcarsi. Disastri, tragedie, insicurezza, pericoli di salute, poco comfort, piaceri personali spesso al lumicino e visti col cannochiale. Certo col tempo ci …

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24 ore in Inghilterra

Finalmente sono sbarcato a York, nel nord-est inglese. Non ho mai faticato così tanto per una partenza! Forse saranno stati i tre mesi di vacanza o forse il troppo tempo passato a gigioneggiare che mi son perso un pò nei meccanismi. I miei familiari sembravano più ansiosi ora che partivo per l’Inghilterra che quando partivo per l’Africa. Ho parecchio bagaglio, più di quando partivo in posti tropicali, ho la mia chitarra e tanta voglia di fare passi avanti. Mi sembra già tutto diverso, quasi familiare. Esco dall’ostello alle 10 di mattina e alle 3 del pomeriggio avevo nell’ordine: preso un numero telefonico, visitato e preso casa, aperto un conto in banca e versato del contante, mangiato un panino, trovato un …

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