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L'ideale umanitario: neutrali, indipendenti, imparziali. Ci credete ancora?

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Chi

Andrea, classe 1982, dal freddo nord Italia. Grande passione per la musica, rock e blues in particolare. Gruppo preferito? Negrita. Dopo un primo inter-rail scopro il desiderio di viaggiare, anche solo con la fantasia. Genio incompreso della pallacanestro provinciale, diciamo un Kobe Bryant da sbarco. Spreco un sacco di tempo cercando di imparare a suonare la chitarra con scarsi risultati ma non mi arrendo. Purtroppo scopro tardi il piacere della lettura, ma sto recuperando in fretta. Di riflesso provo pure a scrivere le mie esperienze quotidiane, a voi il commento.

Cosa
Sono partito. Era tempo che maturavo la volonta’ di muovermi, andarmene, trovare una direzione. Molte cose mi hanno fermato prima d’ora: la paura di non farcela, la pigrizia e specialmente tutto quello che avrei lasciato in Italia. La soluzione? Avere un motivo valido per andare. Non e’ stato solo il desiderio di viaggiare a farmi partire ma la necessita’ e la possibilita’ di fare qualcosa di importante, di diretto e concreto, per chi vive realmente in un altro mondo. In Italia mi sentivo e continuo a sentirmi straniero. Il mondo del lavoro è allo sbando, la cultura è diventata una merce molto preziosa e di umanitario … beh manco a parlarne!

Ora basta! Ho schivato le trappole partendo per l’Africa per darmi da fare sui progetti umanitari di Terrapatria senza alcune certezze per il domani. Per essere attivo nel mio aiuto. Per mettermi in gioco. Adesso son passati 5 anni, dopo il Burkina c’è stato Congo, Burundi, Giordania, Afghanistan; paesi e problemi diversi con una cosa in comune: un sacco di gente che sta male. Il lavoro è cambiato ma non la volontà di cercare di fare sempre meglio. A farmi compagnia c’e’ la mia chitarra e la musica dei Negrita che ha saputo accendere ogni mia giornata. Ho un sussulto ogni volta che sento rimbalzare un pallone da pallacanestro, c’e’ un sacco di gente che ha voglia di giocare ma non ne ha la possibilita’. Ho intorno persone che mi fanno sentire come a casa. L’unico obiettivo rimane quello di aiutare piu’ persone possibili. Non e’ facile, non ho paura. …c’e’ che ormai che ho imparato a sognare non smettero’…

Andrea