Un giardino di storia e cultura

Pablo Neruda un giorno disse che “potranno tagliare tutti i fiori ma non potranno mai fermare la primavera”. L’Afghanistan è un paese dalla cultura millenaria, situato lungo la via della Seta, con grandi influenze persiane e centro-asiatiche; nel corso degli anni diverse l’arte persiana e successivamente afghana si è espressa in molteplici forme: scultura, architettura, poesia, canto, calligrafia, pittura. I segni di questa ricchezza culturale sono ben visibili nelle grandi città (Bamyian, il centro di Herat, la Blue Shrine di Mazar ad esempio) o nelle opere di artisti come Rumi. Purtroppo l’invasione Sovietica ha iniziato un ciclo distruttore dove la violenza e la guerra l’hanno fatta da padrone. Con Sovietici prima e Talebani poi, la produzione culturale è stata quasi azzerata; …

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Un giardino dilaniato

Da fine ottobre sono tornato in Afghanistan per un lavoro basato all’Est. Malgrado le difficoltà il paese mi è sempre piaciuto perché il lavoro è molto diverso dalla “routine” sub-sahariana. Ho avuto la fortuna di lavorare con bravi colleghi e buoni amici. Kabul, poi, nelle giornate soleggiate di primavera, mi piaceva particolarmente. Da lontano avevo seguito un pochino la situazione ma non sapevo proprio cosa aspettarmi… Ho trovato un paese ancora più lacerato, stanco e sfiduciato, dopo la tribulata elezione Presidenziale, la morte del M. Omar e la presa di Kunduz. L’impressione è che si vada avanti a oltranza, fino a che qualcosa succede (ma cosa succederà poi?) tirando in aria qualche buona idea di difficile applicazione. A Kabul i ristoranti …

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Educa una bambina…

UNHCR, l’Alto Commissariato per i Rifugiati, ha comunicato che il premio Nansen Refugee Award, il più importante riconoscimento a chi sostiene le persone che scappano dal loro paese, è stato riconosciuto a Aqeela Asifi, un’insegnante Afghana che ha contribuito ad educare migliaia di ragazze rifugiate in Pakistan. Una decisione importante e simbolica in un momento in cui il numero di rifugiati aumenta di mese in mese, mentre anche l’opinione pubblica dei paesi occidentali inizia a rendersi conto del problema. Credo sia importante per due ragioni: la prima è che andato ad una persona, rifugiata lei stessa, attiva nel settore dell’Educazione, sempre molto richiesta per chi cerca di ritrovare un minimo di normalità lontano da casa. La seconda ragione, spiegata nella motivazione …

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Letture consigliate

L’altra sera mi è capitato di uscire tra amici e siamo finiti a parlare di libri e di Afghanistan. Ce ne è stata l’occasione perchè un libro di Khaled Hosseini, l’autore de Il Cacciatore di Aquiloni e il suo seguito Mille Splendidi Soli ha fatto uscire un altro best-seller molto in voga in questo periodo: “E l’Eco rispose“. Molti, conoscendo la mia esperienza afghana, hanno voluto sapere il mio commento sul libro e la storia raccontata. A me il libro è piaciuto molto, più costruito rispetto all’ultimo lavoro e forse leggermente meno scorrevole, ma con una storia (e un intreccio di narrative) molto ben studiato; le situazioni che attraversano i protagonisti sono assolutamente veritiere e descrivono bene la realtà nei …

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