Un giardino di storia e cultura

Pablo Neruda un giorno disse che “potranno tagliare tutti i fiori ma non potranno mai fermare la primavera”. L’Afghanistan è un paese dalla cultura millenaria, situato lungo la via della Seta, con grandi influenze persiane e centro-asiatiche; nel corso degli anni diverse l’arte persiana e successivamente afghana si è espressa in molteplici forme: scultura, architettura, poesia, canto, calligrafia, pittura. I segni di questa ricchezza culturale sono ben visibili nelle grandi città (Bamyian, il centro di Herat, la Blue Shrine di Mazar ad esempio) o nelle opere di artisti come Rumi. Purtroppo l’invasione Sovietica ha iniziato un ciclo distruttore dove la violenza e la guerra l’hanno fatta da padrone. Con Sovietici prima e Talebani poi, la produzione culturale è stata quasi azzerata; …

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L’Arte di arrangiarsi in Afghanistan

Negli anni ’60-’70 l’Afghanistan era un piccolo paradiso. Sicuro e liberale, sotto una monarchia decisamente progressista fatta di cadillac e minigonne, tantissimi stranieri venivano attirati dalla cultura afghana, che data fino a qualche migliaio di anni fa. Tra il classico, su base persiana, e gli influssi new wave trasportati dai numerosi hippy in transito, vecchie e nuove arti fiorivano e si sviluppavano: intarsi, pittura, scultura, ceramiche, film e fotografia. Poi, con la crescita comunista e l’invasione da parte dell’Unione Sovietica le cose rallentano. Molti artisti iniziano ad andare in esilio, come milioni di altri afghani. Negli anni ’90, se prima la guerra totale tra mujahedeen aveva solamente “raso al suolo” la gran parte di Kabul, nella seconda metà con l’arrivo …

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